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Carmelo Raco e... "La crepa nel vaso"

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di Carmelo Raco


Una anziana donna che viveva da sola in campagna, in una casetta di piccole dimensioni, al riparo fra gli alberi del suo frutteto, aveva per il trasporto dell’acqua che gli serviva e andava a prendere nel ruscello vicino alla sua dimora, due grandi vasi, sostenuti con corde robuste e allacciati comodamente alle estremità di un lungo bastone di legno di quercia che portava bilanciandolo sulle spalle.

Uno dei due vasi era un po’ malconcio, aveva una crepa sul fianco, mentre l'altro era intero. Così alla fine ogni giorno del lungo trasporto dal ruscello alla casa, il vaso quello intero arrivava sempre ben pieno, mentre quello un pò difettoso, con la crepa, arrivava sempre mezzo vuoto. Bene è stato cosi per un bel po' di tempo più di due anni, ogni giorno così l'anziana donna riportava a casa sempre un vaso e mezzo di acqua fresca di ruscello per il proprio ristoro. Ovviamente il vaso intero era fiero di se stesso e si rallegrava tutto dell’aver reso il servizio di trasporto dell’acqua in maniera perfetta e più che sufficiente, mentre il vaso rotto poverino per non aver reso tanto utile il servizio come l’altro si vergognava terribilmente della sua imperfezione che lo aveva portato a compiere solo metà del suo aiuto.


Dopo due anni di servizio, finalmente si fece coraggio di parlare con l'anziana donna, e dalla sua estremità del bastone dove era ben assicurato, con voce tremula intimidita le disse: "Mi vergogno di me stesso, cara signora, perché a causa della mia crepa nel fianco tu porti a casa con tanta fatica solo metà dell'acqua che prendi dal ruscello". L'anziana donna ascoltandolo con attenzione sorrise e con saggezza le rispose “Hai notato mio caro amico che sul tuo lato sinistro della strada dove tu ti affacci ci sono sempre dei fiori belli vivi e profumati, mentre sull’altro lato non ce ne stanno? Questo succede perché, dal momento che io so che tu hai una crepa abbastanza vistosa sul fianco di cui lasci filtrare la fresca acqua che insieme abbiamo raccolto dal ruscello, ho piantato per questo semi di fiori solo sul lato dove tu ti affacci sulla strada. Così ogni giorno, tornando a casa, tu innaffi i fiori che ne hanno bisogno per la crescita. Ti dirò così’ facendo per due anni di transito con te all’estremità del bastone io ho potuto raccogliere dei fiori ogni giorno che hanno adornato e profumato la mia piccola casa e la mia onorata tavola. Se tu non fossi così come sei, come ti ritrovi con quella crepa nel fianco che filtrava acqua fresca di ruscello e bagnava il terreno, facendoli crescere, non avrei mai avuto la loro bellezza a rallegrare la mia piccola e modesta abitazione e per questo io adesso che tu mi hai parlato, ti ringrazio e ti voglio bene. per il tuo servizio utile resomi senza nemmeno che tu te ne accorgessi.

-Spesse volte nella nostra vita ci vergogniamo di quel che siamo e appariamo, abbiamo difficoltà ad accettare le nostre debolezze, mancanze, fragilità e imperfezioni. Ma Dio a nostro favore ci e’ di aiuto, è in grado di costruire intorno a noi le circostanze "specifiche" in cui poter far giovare a beneficio anche queste parti di noi, così da farci rendere utili in qualcosa di buono e servizievoli per se e soprattutto per gli altri e da farci divenire non di "mezza" ma di piena benedizione per il Suo Regno e per chi ci sta vicino. Siamo contenitori di argilla cotta imperfetti nelle mani di un grande Dio buono e perfetto che ci esamina tutti incondizionatamente! Dio ci benedica!





Questo è un articolo pubblicato il 12-03-2024 alle 20:00 sul giornale del 13 marzo 2024 - 266 letture






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